I romanzi aiutano a vivere (e le donne lo sanno) - Level: intermediate

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Why do women read more novels than men?  Francesco Alberoni, a great contemporary sociologist and psycologist, wrote an interesting article in the newspaper Il Corriere della Sera about this  phenomenon

Se una sera andate a cena da degli amici e portate come regalo un romanzo spesso il padrone di casa vi dirà: «Grazie, mia moglie ne sarà felice». Perché la moglie e non lui? Perché i maschi leggono meno delle donne, ma soprattutto leggono meno romanzi.Preferiscono la saggistica o il giornalismo che tratta di storia, di politica, economia, scienza, argomenti che considerano seri, impegnativi. Da questi libri pensano di imparare cose importanti, pratiche, utili. Essi hanno fiducia nel pensiero razionale, costruito su concetti. Fanno eccezione le biografie perché riguardano personaggi reali e seguono un rigoroso ordine cronologico. La narrativa invece dà loro l’impressione di essere un flusso disordinato di accadimenti fantasiosi che non aiutano a comprendere la realtà e il comportamento degli esseri umani. Vuoi mettere un libro che descrive il sistema politico o il sindacato o la crisi economica? Senza negare importanza alla saggistica, posso però dire che sbagliano.
La narrativa — e le donne lo sanno bene — ti dà quanto la saggistica non potrà mai darti: il flusso reale della vita umana, il significato delle azioni, i pensieri nascosti, i mille contraddittori motivi che stanno dietro le nostre decisioni. La narrativa ti fa partecipare al mondo interiore di uomini e donne che sperano, sognano, amano, soffrono, lottano, vincono, sono felici e hanno paura. Un mondo che non è lineare, dove si mescolano passato, presente e futuro, tenerezza e passione, dubbi e certezze, odio e compassione, violenza e pentimento. Le donne si identificano nei personaggi del romanzo, vivono ciò che essi vivono e imparano dalla loro esperienza come fosse la propria. E si identificano un po’ nello stesso modo con i personaggi della cronaca mondana di cui leggono le storie, e di cui sanno tutto su mariti, amori, amanti, rivali, figli, successi, insuccessi, tradimenti e dolori. In questo modo acquisiscono una conoscenza pratica, intuitiva delle emozioni che i maschi, con la loro razionalità, non riescono a procurarsi. E c’è un altro motivo per leggere soprattutto la grande narrativa: il linguaggio. Sono i grandi narratori che creano il linguaggio. Chi non legge questi libri non imparerà mai a scrivere. Molti manager e molti politici scrivono male proprio per questo motivo. Fra una persona che ha fatto l’università ma non legge, e una con una scolarità inferiore ma che ha l’abitudine di leggere, la seconda parla e scrive meglio.

(Francesco Alberoni,  da Corriere della Sera ,10 novembre 2008 )

Glossario

ne sarà felice in this case the pronoun “ne” takes the place of del regalo. If you don’t remenber the uses of “ne” you can look at the grammar section my explication about this pronoun.
hanno fiducia nel avere fiducia in means to trust, to believe in  (nel is in + il)
flusso disordinato di accadimenti wild flow of imaginative events
come fosse (or come se fosse) This is a comparative If  clause. This kind of period  establishes a hypothetical comparison with the main clause and the verb is always in the past subjuntive (imperfect or past perfect of subjunctive).  Have a look at my grammar section about this subject if you want to learn more!
cronaca mondana society news
scolarità school attendance

 
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This entry was posted on Monday, November 17th, 2008 at 3:55 am and is filed under Grammar, Word of the week, newspaper article. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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